LUIGIA TINCANI

 

“Ah, quella sì che è una donna!”. Le parole ammirate di Papa Pio XI – a sottolineare la dote di arrivare sempre a un risultato nei progetti che le venivano affidati – rendono bene l’idea di chi fosse Luigia Tincani, infiammata di amore per Dio, per la vita e per quella spiritualità domenicana, che aveva messo avanti al proprio cammino esistenziale.

Luigia “Gina” Tincani viene al mondo a Chieti il 25 marzo del 1889 e trascorre la giovinezza al seguito del papà Carlo, docente e Provveditore agli studi nelle città di Cuneo, Bologna e nella terremotata Messina. A Bologna diviene maestra e fa esperienza della proposta domenicana divenendo terziaria. Proprio gli anni messinesi (1910-1912) la mettono a contatto con la povertà, sia materiale di intellettuale, di tanti bimbi molti dei quali rimasti soli al mondo. Luigia comprende che la miglior maniera di aiutare la gioventù è quella di istruirla.

Tornata a Roma la Tincani frequenta la chiesa di Santa Maria sopra Minerva e sceglie Santa Caterina da Siena come suo riferimento di vita. Nella chiesa della Minerva incontra il padre Lodovico Fanfani, che diviene il suo consigliere spirituale, ne intuisce il fervore e la sostiene nelle sue iniziative. Sempre a Roma consegue la Laurea in Pedagogia (1916). In questo periodo diviene l’animatrice di un gruppo di universitarie, il Circolo Universitario Femminile Cattolico romano, di fatto, il primo nucleo della FUCI femminile di Roma. Luigia è instancabile. Nella FUCI romana intesse rapporti di collaborazione e di amicizia con mons. Giovanni Battista Montini, che ne incoraggia l’azione.

Raccolto intorno a sé un gruppo di insegnanti che condividevano la spiritualità domenicana, Luigia Tincani, con il sostegno del padre Fanfani fonda Circoli universitari in diverse città italiane. Intanto, con l’incoraggiamento anche del Papa Benedetto XV che riceve in udienza Luigia e le sue consorelle, matura il progetto di una famiglia religiosa, l’Unione Santa Caterina per l’apostolato dell’insegnamento, e già dal 1919 viene varato un regolamento approvato dal Maestro generale dell’Ordine dei predicatori.

Luigia Tincani, per dare esito al progetto di creazione di una famiglia religiosa – siamo nel 1922 – riunisce nel convento domenicano di Gubbio, col benestare del vescovo locale mons. Pio Leonardo Navarra, un gruppo di consorelle insegnanti e fonda il liceo classico “Vincenzo Armanni”, dove poter insegnare a classi miste (una novità per l’epoca). Forte di questa esperienza nel 1923 presenta a papa Pio XI la sua nuova fondazione tramite il Maestro generale domenicano padre Ludwig Theissling. Papa Ratti apprezzò e sostenne il progetto dell’Unione, tanto da completare la denominazione della congregazione in “Unione Santa Caterina delle Missionarie della Scuola”, a sottolineare l’azione di apostolato nell’insegnamento finalizzata all’accensione e alla propagazione della fiammella della Verità, dettando inoltre alcune regole aggiuntive.

Forte del beneplacito papale, padre Theissling nel 1924 accoglie la neonata Unione nell’ordine domenicano e di lì a poco Mons. Navarra concede l’approvazione ecclesiastica, riconoscendola quale Congregazione di diritto diocesano. Il 28 agosto 1924, dopo la professione con altre quattro Missionarie, Luigia Tincani diventa Madre generale dell’Unione.

Luigia Tincani non si ferma mai. Nel 1925 termina la tesi, su pressante impulso del padre Fanfani e si laurea in Filosofia alla Cattolica di Milano. Abbandonato l’insegnamento per obbedienza al padre Fanfani, che la voleva dedicata alle necessità dell’Unione, apre pensionati universitari a Milano, a Roma e poi a Palermo.

Siamo nel Ventennio e il clima nuovo creato dai Patti Lateranensi permette alla Chiesa e al papa Pio XI con l’enciclica Divini illius Magistri di intervenire sull’importanza dell’educazione cristiana. La elevazione del livello delle religiose chiamate a insegnare nelle scuole cattoliche stimola la Tincani, che già aveva ricoperto l’incarico di Ispettrice delle scuole cattoliche a progettare un Istituto universitario dove far studiare al meglio le suore insegnanti in un ambiente privo di condizionamenti e altamente formativo. Il suo disegno converge nell’intendimento del cardinal Giuseppe Pizzardo, allora Prefetto alla congregazione dei Seminari e delle Università degli studi e il progetto dei due riceve sostegno prima da Pio XI e poi dal suo successore Pio XII. Arriva anche il Regio decreto n.1760 del 26 ottobre 1939 che sancisce il pareggiamento dell’Istituto superiore di Magistero “Maria Ss. Assunta” in Roma e legittima le sue attività. Il progetto di Luigia Tincani e del card. Pizzardo diviene dunque realtà e grazie ai locali messi a disposizione da Pio XII in via dell’Erba e ad un cospicuo aiuto economico papale le lezioni di quella che oggi la LUMSA iniziano l’11 dicembre 1939.

Gli anni del dopoguerra sono impiegati dalla Tincani a consolidare l’Unione. Pio XII, in quanto fondatrice la riconosce madre generale a vita. Il suo essere missionaria, si concreta nella sollecitudine anche per le necessità dei lontani. Per questo, con la spinta del padre Fanfani avvia la costituzione di una comunità in Pakistan (aperta grazie a consorelle indiane che avevano studiato a Roma e che erano partite per nave il 10 gennaio 1948) e più tardi in India (1967).

Dopo una breve malattia nel 1951 che fa disperare per la sua vita, Luigia Tincani si rimette in salute e continua la sua opera come madre generale dell’Unione. Nel 1954 riceve la Medaglia d’oro ai Benemeriti della Scuola e della cultura. Intanto il 24 ottobre 1955 muore padre Fanfani, suo amico e direttore spirituale.

Negli anni del Concilio Vaticano II Luigia Tincani intrattiene relazioni con diversi personaggi di cultura e con loro dialoga. Appassionata alla vera bellezza porta avanti anche il progetto di monumento a Santa Caterina da Siena sotto gli spalti di Castel Sant’Angelo, affidandone la realizzazione al rinomato scultore Francesco Messina. I fondi per la realizzazione la Tincani li ricava da collette provenienti da tutto il mondo. Ormai quasi cieca, sopporta nel 1964 la perdita dell’ultimo membro della sua famiglia, la amata sorella Bice.

Quasi anticipando il ’68 la Tincani ammette nell’Istituto di Magistero anche allieve laiche, nello spirito di valorizzazione della donna.

Alla sua salute via via sempre più malferma si interessa in forma quasi anonima lo stesso Papa Montini. Inizia per lei un percorso doloroso e devastante che tuttavia affronta con la serenità che l’ha sempre accompagnata e che si conclude il 31 maggio 1976. Per le sue virtù eroiche la Chiesa cattolica l’ha dichiarata Venerabile. Le sue spoglie riposano in Santa Maria sopra Minerva in un sepolcro ricavato al di sotto dell’altare di san Giacinto, accanto ai resti del padre Fanfani.